A viso aperto contro violenza maschile e razzismo. Appello delle e dei migranti per lo sciopero femminista globale

8586969920_1c30862b26_oLo sciopero femminista del prossimo 8 marzo sarà un’occasione per scioperare contro la violenza maschile sulle donne e il razzismo di governo, per prendere parola e manifestare contro la paura che vogliono imporci con la legge Salvini, che vorrebbe costringere tutte e tutti, migranti e richiedenti asilo, ad abbassare la testa e tacere. Non perderemo quest’occasione e l’8 marzo ci saremo.

La violenza maschile e quella razzista rendono sempre più difficile la lotta per la libertà. Quando migrano, le donne non sfidano soltanto i confini degli Stati ma anche i confini familiari e comunitari e si trovano spesso incastrate in altri confini, come quelli delle case dove tante di loro trovano lavoro. Migliaia di donne migranti sono impiegate come domestiche e badanti, hanno orari di lavoro che non permettono loro di avere la vita per cui stanno lottando. Come tutti i migranti, anche loro devono accettare le peggiori condizioni di lavoro se vogliono rinnovare il permesso di soggiorno, ma per chi è impiegata in casa ciò può significare essere a disposizione 24 ore su 24 e lavorare senza soste. Quando lavorano in casa, le migranti molto spesso sono esposte alle molestie sessuali e lo stesso succede nelle fabbriche o nei magazzini. Un sistema di sfruttamento tenuto in piedi da anni dalla legge Bossi-Fini e che ora con la legge Salvini impone in modo ancora più violento insicurezza, paura e clandestinità.

Eppure le donne migranti hanno lottato contro queste condizioni. Lo hanno fatto le lavoratrici di Italpizza, dando vita al primo sciopero contro la legge Salvini, che criminalizza le lotte e vorrebbe costringere donne e uomini migranti al silenzio. Lo hanno fatto prima di loro le operaie della Yoox, che hanno scioperato contro un sistema di sfruttamento che usa le molestie sulle donne come strumento per garantire l’obbedienza ai padroni. Lo fanno ogni giorno le donne migranti che rifiutano il razzismo istituzionale di commissioni, questure e prefetture che decidono del loro permesso di soggiorno. Le loro lotte sono parte dello sciopero femminista globale dell’8 marzo e la loro libertà dalla violenza maschile, dallo sfruttamento e dal razzismo è la libertà di noi tutti, migranti e richiedenti asilo.

Finché saranno lasciate sole a lottare, finché l’isolamento nelle case e nei luoghi di lavoro più sfruttati e malpagati non sarà interrotto le lotte dei migranti saranno insufficienti. Per questo noi siamo dalla parte delle donne. Per questo non perderemo quest’occasione e l’8 marzo sciopereremo e scenderemo in piazza contro la violenza maschile che sostiene razzismo e sfruttamento.

Coordinamento Migranti – Asahi Modena – Associazione senegalese Chaikh Anta Diop – Associazione lavoratori marocchini – Associazione Eritrea democratica -Comunità Pakistana Bologna – Diaspora Africana Modena – Diaspora Ivoriana d’Emilia Romagna