Il 6 aprile per farla finita con la paura: mobilitarsi contro il razzismo e lo sfruttamento

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Sabato 23 febbraio oltre un centinaio di donne e uomini, italiani e migranti, di diversa provenienza e di diverse associazioni da Bologna, Modena e Cesena, hanno deciso di lanciare una mobilitazione a Bologna il prossimo 6 aprile, convinti che il tempo dell’attesa sia finito. Migranti e richiedenti asilo non sono più disposti ad aspettare in silenzio mentre sui muri delle città si chiede di “ammazzare i negri” e negli ospedali gli si augura di morire, mentre i loro figli vengono esclusi dalle mense scolastiche e definiti “scimmie”, mentre sugli autobus, sui treni, per strada sono ogni giorno minacciati e insultati. La “sicurezza” che vuole Salvini è l’insicurezza delle e dei migranti, è la continuazione delle violenze subite in Libia e nel viaggio verso l’Italia.

Questa violenza razzista è diventata legge con il decreto sicurezza e sono le commissioni territoriali, insieme a questure e prefetture, ad amministrarla ogni giorno dando dinieghi a propria discrezione. Questo governo razzista vuole che i migranti siano clandestini e sfruttati e che le donne migranti siano subordinate e ricattate. L’abolizione del permesso umanitario, l’introduzione di permessi speciali con cui è possibile lavorare, i lunghi tempi di attesa per avere e rinnovare i documenti, la possibilità di convertire il permesso umanitario in permesso di lavoro, tutto questo trasforma i richiedenti asilo in forza lavoro usa e getta per la quale vale lo stesso ricatto che la Bossi-Fini impone ai migranti che vivono da anni in questo paese. Mentre minaccia di espellere tutti i migranti, mentre progetta di costruire nuovi centri di detenzione, questo governo stabilisce le condizioni affinché cooperative, padroni e  padroncini abbiano operai, badanti, operatori, facchini e braccianti al minor costo possibile. Questo governo vuole le e i migranti in silenzio, con un salario sempre più basso e senza diritti, con la complicità di chi, come il comune di Bologna si dichiara città accogliente, ma continua ad applicare la legge Salvini negando l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e quindi l’accesso al medico di base, ai pochi servizi sociali rimasti e persino all’asilo per i loro figli.

Non basta essere antirazzisti quando i migranti sono ancora in mare o sulle coste africane, è necessario stare ogni giorno dalla parte dei e delle migranti. È necessario mostrare il legame sempre più evidente tra razzismo e sfruttamento. Per questo è tempo di costruire una mobilitazione, perché non ci sono differenze tra richiedenti asilo e migranti economici, esistono solo uomini e donne che si muovono per il diritto di vivere una vita nuova e migliore. A colpi di ronde, aggressioni, dinieghi e decreti, i razzisti stanno attaccando la libertà di tutte e tutti: di chi è in questo paese da anni e di chi è arrivato recentemente fuggendo dai campi libici e attraversando il Mediterraneo, di chi pur avendo in tasca il permesso di soggiorno o addirittura la cittadinanza sa che questo governo usa il razzismo per rendere normali la povertà e lo sfruttamento.

Dobbiamo farla finita con il tempo della paura! È il momento di prendere parola insieme, migranti e italiani, contro il razzismo del governo e delle commissioni territoriali, delle questure e delle prefetture, contro lo sfruttamento a cui sono sottoposti anche i e le richiedenti asilo nei magazzini, nelle fabbriche e nelle case. Non accettiamo che le istituzioni razziste decidano sulla vita dei migranti, tenendoli sotto la minaccia della clandestinità e dell’espulsione, per garantire la certezza dello sfruttamento. Non accettiamo che il comune di Bologna e di altre città della regione facciano dell’antirazzismo un simbolo dietro cui nascondere la loro complicità con le politiche del governo. Contro tutto questo facciamo appello a tutte le associazioni di migranti, alle realtà antirazziste, alle scuole di italiano, a tutte e tutti coloro che in questi anni hanno rifiutato il razzismo istituzionale, per scendere in piazza il 6 aprile, perché le donne e gli uomini migranti non vogliono essere né sfruttati né clandestini, perché la loro libertà è la libertà di tutte e tutti.

Coordinamento Migranti – Asahi Modena – Ass.ne senegalese Chaikh Anta Diop – Ass.ne lavoratori marocchini – Ass.ne Eritrea democratica – Ass.ne Sopra i Ponti – Associazione Studenti Migranti UNIBO – Circolo Anarchico Berneri – Comunità Pakistana Bologna – Diaspora Africana Modena – Diaspora Ivoriana d’Emilia Romagna – Laboratorio Smaschieramenti – Pratello R’Esiste -Scuola Italiano Aprimondo – Sokos – Unione Sindacale Italiana – Vivere insieme in pari dignità

Info e adesioni: coo.migra@gmail.com – 3275782056

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