L’accoglienza alternativa di Caleidos: come fare profitti con la gestione del pocket money.

La gestione del pocket money è un altro esempio dell’accoglienza alternativa che Caleidos organizza con dedizione e benevolenza per i migranti. Parliamo dei 2,5 euro al giorno. Questo è quanto, dei famosi 35 euro giornalieri appena tagliati dal governo attraverso il decreto Salvini, viene messo a disposizione delle e dei migranti che sono inseriti nel sistema dell’accoglienza. La cooperativa modenese Caleidos riesce a trasformare anche un pocket money tanto misero in un’occasione di incremento dei propri profitti e in strumento di ricatto dei richiedenti asilo inseriti nei suoi progetti di accoglienza. Il patto che Caleidos fa firmare ai migranti accolti nelle sue strutture sancisce infatti che il pocket money verrà erogato “con cadenza dettata dalla disponibilità dell’ente gestore”, costringendo così i migranti a dover attendere e chiedere quanto spetterebbe loro di diritto. Accade per esempio che si metta coattamente sul conto dei migranti il prezzo degli interventi di manutenzione dentro agli appartamenti. Con questi metodi, oltre ad aumentare i propri ricavi, Caleidos prova a tenere i migranti disciplinati e ben stretti dentro le maglie del regime di accoglienza che amministra.

Senz’altro due euro e mezzo al giorno non pagano la costruzione di una vita fuori dal CAS, ma lasciare i migranti per molto tempo senza un euro in tasca rende per loro ancora più difficile qualsiasi iniziativa esterna alla gabbia dell’accoglienza. La gestione di Caleidos del pocket money, però, va anche oltre: ciò che si vuole davvero prevenire e scoraggiare è ogni forma di protesta da parte di chi è accolto, come dimostrano le parole rivolte da Dell’Amico, responsabile della cooperativa contro chi lamentava il mancato pagamento: «la Prefettura ti ha espulso dal progetto quindi tu non hai nulla da ricevere. Se pensi che io non sia onesto vai alla polizia. Bye.» Queste sono le menzogne con cui Dell’Amico ha tentato di raggirare due migranti, negando loro i soldi dovuti. Come nel caso dei migranti espulsi dall’accoglienza per il “reato di ospitalità”, la Prefettura di Modena, messa alle strette dall’iniziativa dei richiedenti asilo, ha dovuto dar loro ragione chiedendo alla cooperativa di saldare il proprio debito. La disperata difesa dei propri profitti in tempi di tagli governativi all’accoglienza mostra come Caleidos, in anticipo su tutti, abbia trovato una strategia vincente: mandare avanti il business dei migranti a spese dei migranti stessi. Questo spiega l’interesse di Caleidos a guadagnarsi, con grande impegno e solerzia, il titolo di prima della classe in materia di razzismo. L’“accoglienza alternativa” di Caleidos altro non è che l’accoglienza ai tempi di Salvini!

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