Perché accanirsi contro i minori? Lezioni di pedagogia in Questura 

minori

Proseguiamo la campagna di denuncia delle malepratiche di Questura e Prefettura contro migranti e richiedenti asilo, parlando questa volta di come il razzismo istituzionale colpisca i minori. Leggi qui i comunicati #1#2#3#4 e #5

Il razzismo istituzionale della Questura di Bologna non risparmia neanche i minori. Non lo ha mai fatto, ma ora ha compiuto un vero e proprio salto di qualità. Fino a questa estate, quando consegnava al genitore il permesso di soggiorno UE di lungo periodo (la durata è 5 anni), ne allegava anche un altro, uguale per tipologia e durata, per il figlio. Ora, invece, se il minore non risiede qui da almeno cinque anni, gli viene consegnato un semplice permesso di soggiorno di un anno. Anche se è nato in Italia! Eppure l’art. 31 del Testo unico è chiaro: il minore segue la condizione giuridica del genitore. La direttiva europea che stabilisce che al minore spetta un permesso di soggiorno individuale e separato non cambia il fatto che egli ha diritto alla stessa tipologia di permesso. Eppure la Questura rovescia il senso della direttiva e la utilizza contro i minori e contro i genitori costretti a pagare il permesso dei figli ogni anno. La Questura considera il bambino – anche quando appena nato in Italia – alla stregua di un familiare aggiunto per il quale richiede 5 anni di residenza prima di concedere il permesso di lungo periodo. Così facendo la Questura produce razzismo istituzionale perché è difficile che un neonato possa avere una permanenza di 5 anni! Dicono di farlo per l’integrazione, perché la permanenza è una condizione importante per essere integrati ma la verità è che fino al compimento del quinto anno la sua integrazione si riduce al pagamento annuale del permesso. Non riusciamo quindi a immaginare come la consegna di permessi di un anno faciliti l’integrazione. Forse la Questura vuole dare ai minori un assaggio di come sarà la loro vita compiuti i 18 anni, a inseguire lavori con salari da fame, permessi di soggiorno precari e attese infinite per averli? La Questura deve avere o una grande fantasia o un istinto pedagogico represso. Oppure, semplicemente, quella della Questura è un’integrazione a pagamento che vuole integrare i migranti, anche quando neonati, alla crisi e alla precarietà.

 

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