Casi scottanti per le questure dell’Emilia-Romagna: perché Youssef non può rinnovare la carta di soggiorno?

fotoLa Regione latita, la Prefettura guarda ad Alfano che ha appena deciso di espellere 7 migranti “colpevoli” di aver scaricato materiali sospetti da Internet e le Questure dell’Emilia-Romagna continuano ad amministrare serenamente il razzismo. Nulla di nuovo sotto il sole, si direbbe, tanto più che le promesse estive della vice presidente Gualmini di istituire un tavolo regionale per venire incontro alle richieste dei migranti sono state sistematicamente disattese. Anche la Prefettura di Bologna, che aveva assunto l’impegno di convocare il tavolo coinvolgendo i dirigenti responsabili degli Uffici Immigrazione delle Questure della regione, non fa che ripetere la solita filastrocca: stiamo verificando ma è difficile avere la disponibilità di tutti. Ma chi credono di prendere in giro? L’arrogante indifferenza con cui vengono meno alla parola data non è altro che l’ennesima, banale, dimostrazione di un razzismo istituzionale attraverso cui viene gestita politicamente la permanenza dei migranti in questa regione. Perciò, da oggi in avanti denunceremo a intervalli regolari una serie di singoli casi, raccolti in diverse città dell’Emilia-Romagna, di malepratiche amministrative volte a rendere la posizione dei migranti sempre più ricattabile da padroni e padroncini che se ne servono come carne da sfruttamento. I nomi che vedrete sotto sono inventati per tutelare l’identità dei migranti, ma i casi sono tanto veri quanto di ordinaria amministrazione. Sapendo quanto siano diffusi e numerosi, vi chiediamo anzi di segnalarci casi analoghi nelle vostre città.

Cara vice presidente Gualmini e cari prefetto Sodano e questore di Modena Garramone,

sicuramente non vi è giunta voce di quanto è successo a Youssef alla Questura di Modena. Ci pensiamo noi a rimediare. Ormai diversi mesi fa Youssef ha presentato domanda per l’aggiornamento della carta di soggiorno europea. L’unico documento di soggiorno a valenza illimitata per cui non è giuridicamente prevista alcuna procedura di rinnovo, ma appunto soltanto un aggiornamento ogni cinque anni di foto e dati anagrafici. Una pura formalità. Tanto più che Youssef ha tutti i requisiti necessari per avere la carta di soggiorno. Ma alla Questura di Modena le formalità non vanno mai sottovalutate ed ecco che dopo una lunga attesa Youssef va all’Ufficio immigrazione convinto di ritirare la carta rinnovata e si ritrova in mano un permesso di soggiorno di un anno! Come è possibile, se esistono sentenze del Tar Lombardia che stabiliscono l’irrevocabilità della carta di soggiorno? Non credete, vice presidente, prefetto e questore, che se ci fosse stato un tavolo regionale “l’equivoco” – si fa per dire – in cui è caduta la Questura di Modena sarebbe stato chiarito e Youssef avrebbe avuto il rinnovo della sua carta, come stabilito dalla legge? Pensateci, ma non troppo… perché, se volete i migranti timidi e zitti, sappiate che non vi lasceremo in pace!

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