Il tempo dei migranti e i tempi della Questura

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Secondo bollettino del Coordinamento Migranti contro la gestione politica del rinnovo del permesso di soggiorno da parte della Questura di Bologna, leggi il primo qui

Perché alla Questura di Bologna il tempo per i migranti non passa mai? Non è un indovinello, ma la dura realtà che i migranti che abitano a Bologna e in provincia vivono ogni giorno quando cercano di rinnovare il permesso di soggiorno. Anche in presenza di tutti i requisiti, la Questura impiega più dei due mesi stabiliti dalla legge per rilasciare i permessi, impedendo spesso ai migranti di avere le carte in regola per trovare un lavoro e quindi producendo disoccupazione.

Sono tanti i migranti a raccontarci la stessa storia: controlliamo per settimane sul sito della Questura lo stato del nostro permesso che è sempre “in sospeso” e siamo costretti a rivolgerci agli avvocati che, in assenza di un serio servizio informazioni da parte della Questura, stanno diventando gli unici interlocutori – a pagamento! – dei migranti. Per non parlare del fatto che continua a controllare i contributi che il padrone dovrebbe versare ai migranti, quando abbiamo già informato la Questura che secondo una sentenza del Tar si tratta di una scelta discrezionale e quindi non obbligatoria: in qualsiasi caso il rinnovo del permesso non può essere legato ai contributi effettivamente versati. È evidentemente una precisa scelta politica per ostacolare i migranti, per cercare di liberarsene quando non c’è più bisogno della loro forza lavoro. Che la Questura continui a perdere tempo: noi intanto saremo in piazza il 7 novembre!

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