Piccoli muri crescono. Da Treviso a Roma, cronache di ordinario razzismo

Da Treviso a Roma

da ∫connessioni precarie

I fatti sono scontati e per nulla sorprendenti. In provincia di Treviso – che nonostante la crisi non è una periferia desolata, ma una florida regione il cui unico problema sociale sono alcuni suoi abitanti – gli appartamenti destinati all’accoglienza di un centinaio di migranti sono stati devastati. L’unica motivazione reale di questa rivolta di provincia è stata la paura che il valore degli immobili potesse diminuire per la presenza dei profughi. Anni di straordinari in nero, di affitti in nero, di contabilità in nero che se vanno in fumo per la presenza dei «negri». Ci vuole un certo gusto per lo humor nero per apprezzare le dimensioni di questo oscuro temere. Stamattina a Roma è successa una cosa uguale ma diversa. Qui il grido di battaglia del comitato di Casale San Nicola è stato che il quartiere deve rimanere agli italiani – che sono notoriamente bella e brava gente, che quando il papa dice che bisogna essere buoni con i profughi si commuovono tutti. In entrambi i casi, la presenza dei fascisti di Casa Pound è stata attivamente significativa. Nelle stesse ore alcune decine di militanti del centro sociale Django hanno bloccato pacificamente la prefettura di Treviso per richiamare l’attenzione sul comportamento assente e complice del governo e della polizia durante la devastazione della notte precedente. Condividendo evidentemente nello spirito e nella forma i timori dei residenti trevigiani, la polizia ha caricato e fermato i manifestanti: nemmeno il prefetto vuole estranei in casa sua. Metti mai che il valore della prefettura crolli miseramente…continua a leggere.

Annunci