13 giugno, una giornata importante: i migranti ottengono incontro in regione // per un permesso europeo di minimo due anni senza condizioni // comunicato e foto

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Permesso di soggiorno europeo minimo di due anni: una delle principali rivendicazioni della giornata

Oltre duecento uomini e donne provenienti da diverse città della regione hanno dato vita ad una partecipata assemblea pubblica sabato 13 giugno in piazza dell’Unità a Bologna, dopo aver ottenuto un incontro in regione con l’assessora con delega all’immigrazione Gualmini venerdì prossimo. Un risultato della mobilitazione dei/delle migranti e un primo passo verso la reale convocazione di un tavolo regionale per affrontare e superare questi comportamenti in modo coordinato.

La piazza ha denunciato con forza le male pratiche e l’applicazione arbitraria delle normative da parte di Questure, Prefetture e Uffici Immigrazione cittadine, e le scelte politiche di questi uffici, che usano la burocrazia per ritirare le carte di soggiorno se cala il reddito, bloccano i rinnovi dei permessi se i datori di lavoro non pagano i contributi e rilasciano permessi di attesa occupazione in presenza di contratti di lavoro precari.

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Libertà senza confini, Freedom not borders! Lo slogan che ha unito Bologna e Francoforte.

Di fronte ai fatti di queste settimane, alle stragi nel Mediterraneo e al volgare scaricabarile tra istituzioni e governi europei, ciò che serve è una vera accoglienza e la libertà di movimento contro i ricatti e le speculazioni. Per questo la manifestazione di oggi – gemellata con un analogo corteo a Francoforte, in Germania all’interno di una campagna nazionale ed Europea che sta muovendo i primi passi –  ha rivendicato un permesso di soggiorno europeo minimo valido almeno due anni, senza condizioni. Inoltre, sono state ribadite le altre rivendicazioni al centro della giornata: basta con il furto dei contributi e delle spese per i rinnovi; per l’applicazione del silenzio assenso nella gestione delle pratiche dei permessi di soggiorno; per la cittadinanza subito alle nuove generazioni nate o cresciute in Italia; per il diritto alla residenza e la cancellazione del decreto Lupi; la libertà di movimento e la fine degli accordi di Dublino.

La partecipazione e le adesioni alla manifestazione, che comprendono associazioni di migranti, diverse realtà sociali e sindacali cittadine e il laboratorio per lo sciopero sociale, sono la conferma che le istanze dei migranti possono unire laddove la crisi, la precarietà, lo sfruttamento e le speculazioni razziste dividono. Per questo il percorso per un permesso di soggiorno europeo minimo di due anni continuerà a Bologna e nelle altre città Italiane ed Europee che aderiscono alla mobilitazione.

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