La festa della Polizia i migranti caccia via: un esempio di indifferenza istituzionale. Il 13 giugno tutti/e a Bologna!

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Foto: striscione di protesta durante un presidio dei migranti davanti alla Questura di Bologna

Venerdì 22 maggio si è tenuta in via Bovi Campeggi la Festa della Polizia, alla presenza del prefetto, dell’assessore ai lavori pubblici, politiche abitative e sicurezza del Comune di Bologna e dei funzionari di Polizia. Tutto normale. Se non che durante le due ore nelle quali si sono svolte le celebrazioni è stato interrotto il servizio dell’Ufficio Immigrazione, anche per chi aveva appuntamento già fissato da tempo, proprio in quelle due ore. Il Questore si è affrettato a dire che gli uffici non sono mai stati chiusi, ma le notizie pervenute, confermate anche dalla stampa, parlano chiaro: niente appuntamenti per due ore e modi bruschi per mandare via chi si presentava allo sportello. Forse per la concomitanza con le adiacenti celebrazioni ufficiali, questa volta la stampa si è accorta di cosa succede all’Ufficio Immigrazione.

Sono cose come queste che ci obbligano a parlare di razzismo istituzionale. Prefettura, Questura e Comune si sono trovati uniti per festeggiare alle spese dei migranti. Forse pensano che due ore della vita dei migranti non valgano niente, e non sanno che ogni allungamento dei tempi per ottenere i documenti produce diffidenza nei datori di lavoro e negli altri uffici delle stesse amministrazioni (compresi i servizi sociali e l’anagrafe). Forse pensano che i migranti accettino in silenzio tutto ciò. Si sbagliano!
Il 13 giugno dalle diverse città della regione saremo a Bologna per la manifestazione regionale dei/delle migranti, per ottenere un tavolo regionale con i dirigenti di Questure e Prefetture e i funzionari degli Uffici Immigrazione, compresi quelli di Bologna, affinché in tutta la regione sia uniformata la gestione dei rinnovi dei permessi di soggiorno, e in modo da evitare le male pratiche che rendono difficile la nostra permanenza.
Quel giorno sarà l’occasione, anche per la stampa, per sentire dalla voce dei migranti come funzionano davvero le tanto sbandierate integrazione e accoglienza.
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