Primo giugno: un’altra giornata da migranti / #bastabossifini

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Sabato primo giugno, i migranti della logistica hanno dato un’altra prova della loro forza. In migliaia hanno sfilato per le strade di Bologna per contestare pubblicamente e senza paura i comportamenti antisindacali della Granarolo. I migranti hanno detto un rumoroso no ai licenziamenti immotivati, riaffermando la capacità politica che avevano dimostrato negli scioperi del 22 marzo e del 15 maggio, così come nella manifestazione del 23 marzo. Ancora una volta, dopo la manifestazione del Coordinamento migranti del 2007, centinaia di migranti sono sfilati sotto una sorda Camera del lavoro, gridando il loro rifiuto di una logica sindacale che nega la banale verità che a sfruttare è il padrone. Mentre a Roma i sindacati confederali firmano protocolli che sanciscono la crisi della loro rappresentanza e limitano le possibilità di sciopero, nella logistica il SiCobas e l’Adl Cobas organizzano nei magazzini l’insubordinazione del lavoro operaio e migrante. E non è un caso che i migranti siano i protagonisti di tutto questo. Sono i migranti e le migranti che vivono infatti direttamente sulla loro pelle lo sfruttamento nel lavoro e l’oppressione politica che in Italia prende il nome di legge Bossi-Fini. Sono i migranti che attraversano le frontiere degli stati e ridefiniscono i confini della rappresentanza sindacale. È il momento dei migranti, la lotta di classe è globale!!!

Coordinamento migranti

Guarda le interviste raccolte ieri nel corso della manifestazione:

Abdil, Granarolo: contro il ricatto dello sfruttamento

Hafid, Unilog: liberi dal permesso, liberi di scioperare

Kahli, Sda Milano: liberi dallo sfruttamento, per non vivere come animali

Taz, Sda Bologna: basta sfruttamento, basta Bossi-Fini

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