Riparte da San Giuliano Milanese (Milano) l’organizzazione della lotta contro sfruttamento e legge Bossi-Fini

Il Coordinamento migranti e #bastabossifini arrivano in Lombardia

sito2Il 19 maggio a San Giuliano Milanese oltre 150 uomini e donne, migranti e italiani, hanno partecipato all’assemblea organizzata dal Coordinamento migranti. Più di sessanta persone provenienti da diverse città dell’Emilia Romagna sono partite da Bologna per partecipare all’assemblea, ma la presenza di migranti e italiani provenienti anche da Brescia, Como e Verona mostra che il percorso iniziato con la manifestazione del 23 marzo si sta allargando. Per alcuni è stata la prima partecipazione a un’assemblea di questo tipo. Questa grande novità è frutto della forza accumulata in questi mesi. Con gli scioperi nella logistica del 22 marzo e del 15 maggio noi migranti abbiamo dimostrato che è possibile ribellarsi allo sfruttamento anche nelle condizioni più difficili, quelle prodotte dalla crisi e dalla precarietà che ci viene imposta anche attraverso il razzismo istituzionale. Con la manifestazione del 23 marzo abbiamo portato la forza dello sciopero nelle piazze, perché sappiamo che la legge Bossi-Fini comincia sui posti di lavoro, ma riguarda tutta la nostra vita e l’intera società. Se i padroni e chi governa pensano di usare noi migranti come carta assorbente per il sudore, se pensano che i lavoratori e le lavoratrici debbano solo tacere, se pensano si sfruttarci e di isolarci con il loro razzismo istituzionale, si sbagliano.

Le lotte di questi mesi ci hanno dato il coraggio e ci hanno dimostrato che è possibile organizzarsi.  Nell’assemblea di Milano è stato chiaro che per farlo dobbiamo riconoscere che viviamo condizioni diverse. Erano presenti donne migranti che lavorano nelle case, e che per questo sono isolate e non riescono a partecipare alle nostre lotte. Erano presenti i migranti che pagano ancora il prezzo dell’ultima sanatoria truffa. Erano presenti i nostri figli, ragazzi e ragazze che al compimento dei 18 anni non vogliono cadere sotto il ricatto del permesso di soggiorno. Non basta dire che tutti noi subiamo nello stesso modo quelle leggi che ci impongono di accettare lo sfruttamento se vogliamo restare in Italia. Per lottare insieme dobbiamo raggiungere ogni posto di lavoro. Per organizzarci dobbiamo uscire dai confini delle città e dei territori e dobbiamo affermare che la lotta per l’abolizione del legame tra soggiorno e lavoro, contro le sanatorie truffa, per la cittadinanza dei nostri figli riguarda tutti, anche chi non ha in tasca un permesso di soggiorno.

Come Coordinamento migranti abbiamo iniziato a organizzarci dentro e fuori isito1 nostriposti di lavoro e così dobbiamo continuare. L’assemblea a San Giuliano Milanese è stata solo una tappa del percorso del Coordinamento migranti, e ne faremo altre, a Ravenna e in altre città, verso una grande assemblea a giugno e per costruire di una manifestazione generale contro la Bossi-Fini e lo sfruttamento del lavoro migrante in autunno.

Basta sfruttamento, basta razzismo, basta Bossi-Fini! 
Siamo pronti, questo è il momento!

Coordinamento Migranti

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