Comunicato internazionale di solidarietà ai richiedenti asilo in lotta a Vienna!

Tutto il nostro supporto e la nostra solidarietà alla protesta dei migranti e dei richiedenti asilo di Vienna!

Il campo di protesta costruito dai richiedenti asilo di Vienna è stato brutalmente sgomberato l’altra notte. Esso è parte di un crescente movimento di lotta dei migranti in Europa, che ha visto di recente proteste simili a Berlino, Amsterdam, Calais, Lesbo, Budapest e altri luoghi. I migranti contestano il regime autoritario dei confini e le politiche delle migrazioni dell’Europa e degli altri Stati membri.

Chiediamo a tutti di diffondere questo appello nelle liste, nei blog e di scrivere a refugeeprotestvienna-solidarity@riseup.net (soggetto: Solidarity Vienna) per sottoscriverlo!

Il campo di protesta

Il 24 novembre 2012, centinaia di migranti richiedenti asilo in Austria hanno manifestato spostandosi dal campo isolato e affollato dove il governo li ha raccolti, per costruirne uno a Vienna assieme a diversi sostenitori da ogni parte dell’Austria. Le loro rivendicazioni sono: il diritto di lavorare e restare in questo prosperoso paese europeo, con un supporto legale e linguistico qualificato. Costruendo il proprio campo di protesta autogestito, i manifestanti hanno creato uno spazio vibrante di democrazia partecipata, solidarietà e aiuto reciproco. Un processo costituente ispirato. Hanno mostrato come può essere un Europa davvero aperta e cosmopolita.

 

L’occupazione della chiesa

Il 18 dicembre, dopo settimane durante le quali sono stati costruiti un campo e un forte movimento, nell’indifferenza del governo, i migranti hanno deciso di spostarsi in una chiesa nei pressi del campo. Quando i richiedenti asilo cercano rifugio in una chiesa, il governo non può più ignorarli. Tuttavia, mentre il governo riconosceva la legittimità delle loro richieste, le trattative sono state infruttuose perché le istituzioni hanno rifiutato di prendere le misure necessarie per migliorare la situazione.

 

Lo sciopero della fame

Nei giorni di Natale, che così festosamente celebrano Giuseppe e Maria che trovano asilo a Betlemme, sono stati freddi e inospitali per i manifestanti. Mentre i politici si riunivano alle loro famiglie, lasciando i rifugiati con poco più che vaghe promesse di ulteriori colloqui, i rifugiati non hanno visto altra alternativa che entrare in sciopero della fame. Nello stesso tempo, altri migranti hanno raggiunto Vienna da tutto il paese per unirsi a questa protesta e affermare l’importanza di un’altra politica delle migrazioni e dell’asilo. Le loro domande sono state diffuse e supportate: abbiamo sentito il direttore della Caritas e diversi leader sindacali affermare l’importanza di concedere ai migranti il diritto di lavorare mentre cercano rifugio.

 

Lo sgombero

Il 28 dicembre, nel buio della notte, un ampio numero di poliziotti ha violentemente sgomberato il campo. La cornice di democrazia e comunità costruita nel gelido mese del Natale è stata rasa al suolo in poche ore. I politici in carica non hanno solo infranto quanto stabilito nelle trattative, ma hanno anche scelto di punire l’atto di protesta contro le condizioni disumane che i richiedenti asilo devono tollerare in Austria. La polizia ha registrato l’identità di tutti coloro che erano presenti al campo; le persone dentro le tende sono state costrette a restare in piedi fuori, filmate e fotografate nel modo più umiliante. La polizia ha denunciato 24 persone e due sono state arrestate perché senza permesso di soggiorno. Ma la gente è determinata a portare avanti la lotta, con la chiesa sempre più piena di rifugiati e migranti in transito ogni giorno – anche se la chiesa e la Caritas sono riluttanti a dare il loro supporto, in quanto l’accesso alla chiesa è bloccato. La libertà di movimento e di protesta sono diritti umani, noi sosteniamo l’importante causa delle lotte dei migranti e gli atti coraggiosi di disobbedienza civile a Vienna e ovunque in Europa!
Noi vogliamo che il governo austriaco

# garantisca il diritto di protesta anche ai cittadini non austriaci

# metta fine alle azioni legali contro le persone che esercitano il loro diritto di protesta

# metta fine a tutte le politiche razziste

# riprenda le trattative con i richiedenti asilo, che questo violento sgombero chiaramente mirava a interrompere
Ribadiamo le rivendicazioni dei richiedenti asilo e le sosteniamo con forza:

1) Supporto nelle questioni di prima necessità per tutti i richiedenti finché risiedono in Austria, indipendentemente dal loro status giuridico;

2) Libera scelta del luogo di residenza in Austria e accesso all’edilizia residenziale pubblica per quelli che risiedono in Austria – nessun trasferimento contro la volontà delle persone coinvolte;

3) Accesso all’impiego, all’educazione e ai servizi sociali per tutti i migranti residenti in Austria;

4) Fine delle deportazioni verso l’Ungheria, e a tutte le deportazioni associate al Trattato di Dublino 2;

5) Istituzione di un’autorità indipendente per l’appello contro i dinieghi dell’asilo e la revisione delle domande;

6) Riconoscimento di motivi sociali ed economici oltre a quelli già riconosciuti per la fuga;

 

Per la lista completa delle rivendicazioni:

https://refugeecampvienna.noblogs.org/post/2012/11/25/bewegungsfreiheit-fur-alle-fluchtlinge-we-will-rise/

 

Primi firmatari

1. März – transnationaler Migrant_innenstreik, Austria – www.1maerz-streik.net

Afrique Europe Interact Berlin, Germany – www.afrique-europe-interact.net

Antonio Negri, Italy

Arianna Bove, UK

Boats for People Berlin, Germany – Boats for People Berlin

Coordinamento Migranti Bologna e provincia, Italy www.coordinamentomigranti.org

Eipcp – european institute for progressive cultural policies – www.eipcp.net

Franco Berardi Bifo, Italy

Fundacion de los Comunes, Spain – www.fundaciondeloscomunes.net

Judith Revel, France

kein mensch ist illegal Hanau, Germany

NoLager Bremen, Germany

Precarious Workers Brigade, UK – precariousworkersbrigade.tumblr.com

PrekärCafé, Austria – www.prekaer.at

Sandro Mezzadra, Italy

transact! – transact.noblogs.org

Universidad Nomada, Spain – www.universidadnomada.net

Leggi l’appello online:

http://refugeecampvienna.noblogs.org/post/2012/12/29/international-statement-of-solidarity/

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