25 febbraio Assemblea dei/delle migranti

Razzismo istituzionale: i frutti del presidio di giugno, le cose che non vanno 

SABATO 25 FEBBRAIO – CENTRO MONTANARI, VIA DI SALICETO, BOLOGNA

ASSEMBLEA DEI/DELLE MIGRANTI

In continua lotta contro la legge Bossi- Fini e il suo funzionamento, il 25 giugno scorso abbiamo fatto un presidio davanti la Prefettura di Bologna, chiedendo espressamente alcune cose molto semplici da fare:

1. Uno sportello informazioni all’interno dell’ufficio immigrazione della Questura (via Bovi Campeggi);

2. La proroga del permesso di soggiorno per ricerca lavoro da 6 mesi ad almeno un anno;

3. Il collegamento diretto tra la questura e l’università per i permessi di studio.

A sei mesi di distanza, con la direttiva n.14 del 22/12/11, entrata in vigore  01/01/12, l’università di Bologna ha aperto un ufficio all’interno delle segreterie e una linea telefonica in diretto collegamento con la  questura per le informazioni che riguardano gli studenti stranieri, in modo tale di evitare che allo studente venga inutilmente bloccato il piano di studi e che gli vengano richiesti più volte gli stessi documenti necessari per presentare la domanda di rinnovo del permesso. Tali certificati ora sono disponibili on line come autocertificazione e verificabili tramite questo collegamento. Nonostante questo, la Questura di Bologna continua a richiedere la presentazione dei certificati, ignorando completamente il nuovo ordinamento e obbligando i migranti a fare spesso dei giri a vuoto da un sportello all’altro in mancanza di informazioni e direzioni giuste. Ciò comporta che gli studenti migranti si trovino più volte senza i certificati richiesti. Le informazioni necessarie, dunque, non sono fornite e ciò è da imputare al fatto che ancora non esiste un vero e proprio punto di riferimento per i migranti, al quale potersi rivolgere in qualsiasi momento; questa era una delle nostre richieste, ma per ora è rimasta solo una promessa. In questura ricevono solamente con appuntamento, il più delle volte impossibile da avere, se non per le impronte digitali o il ritiro del permesso di soggiorno.

Questo caso, come tanti altri, rende necessario uno Sportello informazioni. Riteniamo che la perdita di giorni di lavoro o studio per fare il permesso di soggiorno, grazie a questo modo di lavorare degli organi dello stato, portino i migranti in situazioni poco piacevoli, se non vergognose, situazioni che si verificano quotidianamente sia davanti agli sportelli della questura che davanti ai datori di lavoro, rischiando, oltretutto che i migranti perdano il lavoro. Le nostre richieste sono valide, ragionevoli e ci riportano a quella che è la vita reale di ogni migrante in Italia. Loro lo sanno.

Oggi come oggi è importantissimo prolungare il permesso per ricerca lavoro. Ci hanno già detto che lo avrebbero preso in considerazione, ma i risultati li stiamo ancora ad aspettare. Poi ci chiedono un contratto di lavoro per rinnovare il permesso di soggiorno, ma hanno preso mai in considerazione  la politica dello Stato, le cosiddette “nuove forme “ di contratto che ci portano sempre più verso la precarietà  e l’irregolarità? E sulla base di cosa ora hanno il coraggio di chiederci un contratto di lavoro?

Per discutere insieme di queste cose invitiamo tutte/i i migranti in assemblea il 25 febbraio: verso il 1 marzo quando scenderemo di nuovo in piazza per far sentire la nostra voce contro le condizioni che ci vengono imposte!

Scarica i volantini con le indicazioni:

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