Gli attacchi razzisti contro i migranti continuano su diversi livelli. L’altro ieri, la polizia ha perquisito studi, abitazioni e dispositivi di 23 medici, per lo più infettivologi e psichiatri, in nove città, da Bari a Varese, passando per Bologna e Roma. Secondo la Procura avrebbero rilasciato certificati falsi per dichiarare alcune/i migranti non idonee al trattenimento in un Centro di permanenza per i rimpatri. Uno solo di loro risulta indagato, eppure l’accusa di «associazione a delinquere» rimbalza su tutti i …
Continua a leggerePer una pace che sia anche giustizia: l’Iran tra la guerra e le lotte. Intervista a Shirin (Donna Vita Libertà, Torino)
Il 17 settembre, quattro anni dopo l’uccisione di Mahsa Amini, nel Kurdistan iraniano negozi e attiv…
Intimidazioni contro medici, attacco diretto alle e ai migranti
Gli attacchi razzisti contro i migranti continuano su diversi livelli. L’altro ieri, la polizi…
In prima persona. Migranti in lotta contro il razzismo e lo sfruttamento.
Sono passati due mesi da quando Abderrahim Fakir è stato ucciso al Pilastro, schiacciato sull’asfalt…
Una donna al giorno. Non è emergenza, è patriarcato
di ASSEMBLEA DONNE DEL COORDINAMENTO MIGRANTI È passata a malapena una settimana dall’annuncio di fe…
Verso l’assemblea del 22 luglio, ore 19 in Piazza Lucio Dalla a Bologna
Si moltiplicano in tutta Italia le piazze che chiedono verità e giustizia per Fakir. La violenza raz…
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Per una pace che sia anche giustizia: l’Iran tra la guerra e le lotte. Intervista a Shirin (Donna Vita Libertà, Torino)
Il 17 settembre, quattro anni dopo l’uccisione di Mahsa Amini, nel Kurdistan iraniano negozi e attività commerciali hanno chiuso per uno sciopero generale. Commercianti e imprenditori di Saqqez, Sanandaj, Mahabad, Marivan, Baneh e Bukan hanno abbassato le serrande in risposta all’appello delle organizzazioni politiche curde. Diversamente dal 2022, però, questa volta la mobilitazione è rimasta confinata a quell’area: la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele, la crisi economica che sta strangolando l’Iran e un clima di repressione ulteriormente inasprito …
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Contre « l’ère des déportations » et le racisme de l’Europe en guerre / Against the “era of deportations” and the racism of a Europe at war
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Contro «l’era delle deportazioni» e il razzismo dell’Europa in guerra
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Per una pace che sia anche giustizia: l’Iran tra la guerra e le lotte. Intervista a Shirin (Donna Vita Libertà, Torino)
Il 17 settembre, quattro anni dopo l’uccisione di Mahsa Amini, nel Kurdistan iraniano negozi e attività commerciali hanno chiuso per uno sciopero generale. Commercianti e imprenditori di Saqqez, Sanandaj, Mahabad, Marivan, Baneh e Bukan hanno abbassato le serrande in risposta all’appello delle organizzazioni politiche curde. Diversamente dal 2022, però, questa volta la mobilitazione è rimasta confinata a quell’area: la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele, la crisi economica che sta strangolando l’Iran e un clima di repressione ulteriormente inasprito …
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Una donna al giorno. Non è emergenza, è patriarcato
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Dalle esperienze all’organizzazione: un percorso femminista migrante
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In prima persona. Migranti in lotta contro il razzismo e lo sfruttamento.
Sono passati due mesi da quando Abderrahim Fakir è stato ucciso al Pilastro, schiacciato sull’asfalto da due poliziotti mentre quattro operatori sanitari stavano a guardare. Da allora giornali, polizia e sciacalli hanno scavato in ogni angolo della sua vita per rovesciare su Fakir la responsabilità di quella morte, mentre la famiglia, il quartiere, le organizzazioni antirazziste hanno continuato a chiederne conto a una polizia tanto più sicura di restare impunita quanto più chi è profilato, abusato o ammazzato ha la …
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Verso l’assemblea del 22 luglio, ore 19 in Piazza Lucio Dalla a Bologna
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Un solo antirazzismo: dalla parte dei migranti. Sabato 20 giugno, ore 17, Piazza Nettuno, Bologna
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AZADI. Con le donne Afghane contro l’oppressione patriarcale
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Il razzismo brucia: dalle torri di Ferrara ai lavoratori dell’Interporto di Bologna
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Dopo le espulsioni razziste dai CAS ecco le indagini penali contro i migranti di Malalbergo
La scorsa settimana, ad alcuni migranti ospiti del centro di accoglienza straordinaria di Malalbergo è stato notificato l’avvio delle indagini nei loro confronti per il reato penale di “invasione di terreni o edifici”. Poco più di un mese fa, a quegli stessi migranti era stato comunicato che, avendo ottenuto la protezione internazionale, avrebbero dovuto lasciare entro tre giorni la struttura ospitante, senza alcuna proposta di inserimento nella seconda accoglienza e, perciò, con l’unica prospettiva di ritrovarsi senza un tetto sopra …
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Espulsioni interne a Bologna. Come Prefettura e governo vogliono liberarsi dei migranti dei Cas
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La lotta nel CPR di Via Corelli: la libertà dei migranti non si può confinare
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Successo o rappresaglia? / Succès ou représailles? / Success or Retaliation?
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Di che cosa dovremmo avere paura? Intervista a M. sul razzismo nel centro Mattei
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Contre « l’ère des déportations » et le racisme de l’Europe en guerre / Against the “era of deportations” and the racism of a Europe at war
français (english below) Hier, le Parlement européen a approuvé un nouveau règlement en matière d’immigration, célébré de manière triomphale comme le début de « l’ère des déportations ». Grâce à ce nouveau paquet de lois, pour les migrant.e.s « illégaux », seront possibles seules la détention ou l’expulsion, selon le « modèle Albanie », qui pourra ainsi être reproduit à toutes les latitudes, à l’intérieur comme à l’extérieur des frontières européennes. En effet, le règlement adopté autorise la création de …
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The European spirit of the immigration bill, and why humanity is not enough
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Non ci sbatterete per strada. Conferenza stampa dei migranti di Ozzano contro le espulsioni dal CAS
Texte en français après la vidéo // English translation follows the video Decine di migranti del CAS di Ozzano, subito dopo aver ottenuto il parere positivo della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, si sono visti dare dieci giorni di tempo per abbandonare il centro. La direzione del centro li ha minacciati dicendo che, se si rifiuteranno di farlo, verranno denunciati alla polizia. È la conseguenza delle politiche razziste del governo Meloni e delle sue prefetture che, mentre …
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Continua la mobilitazione dei migranti a Piacenza per il pocket money
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Vogliamo i nostri pocket money. Mobilitazione dei migranti a Piacenza
Coordinamento Migranti Il Coordinamento migranti Bologna e provincia è nato nel 2004.














