Dal primo marzo on the move contro le fabbriche della precarietà!

Verso l’assemblea pubblica contro le fabbriche della precarietà del 10 marzo

Numero speciale del 1 marzo di Senza Chidere il Permesso, il foglio periodico del Coordinamento Migranti Bologna e provincia

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Una grande giornata on the move: in centinaia da mattina a sera occupano il centro di Bologna // gallery

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BOLOGNA VERSO UN PRIMO MARZO ON THE MOVE!

1 MARZO ORE 9 // MOVE PARADE da Piazza dell’Unità!

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1 MARZO ORE 16.30 // PRESIDIO/CONCERTO PIAZZA NETTUNO!

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Inserito in 1 marzo 2012, 2012, Manifestazioni

IMPARARE, DIFENDERSI, ORGANIZZARSI: VERSO UN PRIMO MARZO ON THE MOVE!

Alle ore 9.00 – Move Parade! – Piazza dell’Unità, Bolognina

Dalle 16.30 – Presidio/concerto contro razzismo istituzionale e precarietà – Piazza Nettuno, Bologna

Andiamo avanti. Il primo marzo 2010 e 2011 abbiamo dimostrato che lo sciopero contro la Bossi-Fini è una lotta generale, contro lo sfruttamento e la precarietà. A Bologna e nel resto d’Italia in tante e tanti hanno scioperato insieme contro le divisioni e il silenzio che il razzismo istituzionale impone ai migranti e contro il ricatto del contratto di soggiorno per lavoro. Queste lotte ci hanno insegnato che ogni tentativo di considerare i problemi dei migranti come questione separata dalla condizione generale replica il razzismo istituzionale e rende tutti più deboli, perché la precarietà dei migranti è ciò su cui si è fatto leva per precarizzare tutti gli altri. Senza la lotta contro il razzismo istituzionale non ci possono essere nuovi diritti ma solo nuove gerarchie.
Andiamo avanti, e il prossimo primo marzo scenderemo di nuovo in piazza. Chi si aspetta la ripetizione di un rito si sbaglia: sarà ancora sciopero, in forme nuove per accumulare altra forza.  Saremo con le cosiddette “seconde generazioni”, giovani figli di migranti nati o cresciuti in Italia, che hanno come unico orizzonte di possibilità per il futuro la legge Bossi-Fini e una volta compiuti 18 anni devono andare via dall’Italia se non trovano un lavoro entro sei mesi. Siamo stanchi di chi parla di cittadinanza pensando solo alle condizioni alle quali concederla! Scendiamo in piazza perchè sappiamo che la cittadinanza senza condizioni possiamo prendercela solo lottando contro la precarietà e per il nostro futuro.
Mentre la crisi colpisce duro, i provvedimenti che investono la vita dei migranti, dalla tassa sui permessi al permesso a punti, dall’accordo di integrazione agli effetti della sanatoria-truffa, ancora irrisolti, attaccano la vita di tutti e producono povertà.
Contro le divisioni imposte dalla legge Bossi-Fini, noi migranti e italiani, precari e disoccupati, scendiamo in piazza!  
A chi condiziona il permesso di soggiorno a mille trappole e pensa a nuove sanatorie truffa, a chi non vede che la crisi produce solo nuovo clandestini, noi diciamo: regolarizzazione subito, rinnovo del permesso di soggiorno per tutte e tutti, senza nuove tasse, senza attese, senza inutili intermediari!
A chi pensa che dalla crisi si esca difendendo ciò che c’è o escludendo qualcuno, noi diciamo: lasciateCIE uscire, libertà di movimento contro la precarietà!
Contro coloro che pretendono che la lingua sia solo una condizione per restare, noi diciamo: la lingua è uno strumento di lotta da costruire insieme.
Contro chi fa appello ai diritti come fossero la soluzione, scenderemo in piazza per dire che il diritto alla salute e la difesa legale fanno parte di quella cittadinanza “effettiva” che i nuovi provvedimenti non considerano.
A chi pensa che finisca tutto il primo marzo, noi diciamo: ci rivediamo il 10 marzo! Migranti, operai, precari e studenti contro le fabbriche della precarietà!
A chi racconta la cittadinanza come soluzione e non ha nemmeno il coraggio di rivendicare subito e senza condizioni lo jus soli noi diciamo: cittadinanza ora!
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia // Laboratorio OnTheMove // Migranda // Scuola di Italiano con Migranti – Xm24 // Associazione interculturale Al – Sirat // Associazione senegalese Bologna // (s)connessioni precarie // Associazione Universo // Associazione Sokos // USI-AIT
Contatti e adesioni: coo.migra.bo@gmail.com // 327.57.82.056 // 347.06.25.970
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1 Marzo // Comunicato dell’associazione Al Sirat

Comunicato di adesione al primo marzo 2012 dell’associazione Al Sirat

leggi il documento

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25 febbraio Assemblea dei/delle migranti

Razzismo istituzionale: i frutti del presidio di giugno, le cose che non vanno 

SABATO 25 FEBBRAIO – CENTRO MONTANARI, VIA DI SALICETO, BOLOGNA

ASSEMBLEA DEI/DELLE MIGRANTI

In continua lotta contro la legge Bossi- Fini e il suo funzionamento, il 25 giugno scorso abbiamo fatto un presidio davanti la Prefettura di Bologna, chiedendo espressamente alcune cose molto semplici da fare:

1. Uno sportello informazioni all’interno dell’ufficio immigrazione della Questura (via Bovi Campeggi);

2. La proroga del permesso di soggiorno per ricerca lavoro da 6 mesi ad almeno un anno;

3. Il collegamento diretto tra la questura e l’università per i permessi di studio.

A sei mesi di distanza, con la direttiva n.14 del 22/12/11, entrata in vigore  01/01/12, l’università di Bologna ha aperto un ufficio all’interno delle segreterie e una linea telefonica in diretto collegamento con la  questura per le informazioni che riguardano gli studenti stranieri, in modo tale di evitare che allo studente venga inutilmente bloccato il piano di studi e che gli vengano richiesti più volte gli stessi documenti necessari per presentare la domanda di rinnovo del permesso. Tali certificati ora sono disponibili on line come autocertificazione e verificabili tramite questo collegamento. Nonostante questo, la Questura di Bologna continua a richiedere la presentazione dei certificati, ignorando completamente il nuovo ordinamento e obbligando i migranti a fare spesso dei giri a vuoto da un sportello all’altro in mancanza di informazioni e direzioni giuste. Ciò comporta che gli studenti migranti si trovino più volte senza i certificati richiesti. Le informazioni necessarie, dunque, non sono fornite e ciò è da imputare al fatto che ancora non esiste un vero e proprio punto di riferimento per i migranti, al quale potersi rivolgere in qualsiasi momento; questa era una delle nostre richieste, ma per ora è rimasta solo una promessa. In questura ricevono solamente con appuntamento, il più delle volte impossibile da avere, se non per le impronte digitali o il ritiro del permesso di soggiorno.

Questo caso, come tanti altri, rende necessario uno Sportello informazioni. Riteniamo che la perdita di giorni di lavoro o studio per fare il permesso di soggiorno, grazie a questo modo di lavorare degli organi dello stato, portino i migranti in situazioni poco piacevoli, se non vergognose, situazioni che si verificano quotidianamente sia davanti agli sportelli della questura che davanti ai datori di lavoro, rischiando, oltretutto che i migranti perdano il lavoro. Le nostre richieste sono valide, ragionevoli e ci riportano a quella che è la vita reale di ogni migrante in Italia. Loro lo sanno.

Oggi come oggi è importantissimo prolungare il permesso per ricerca lavoro. Ci hanno già detto che lo avrebbero preso in considerazione, ma i risultati li stiamo ancora ad aspettare. Poi ci chiedono un contratto di lavoro per rinnovare il permesso di soggiorno, ma hanno preso mai in considerazione  la politica dello Stato, le cosiddette “nuove forme “ di contratto che ci portano sempre più verso la precarietà  e l’irregolarità? E sulla base di cosa ora hanno il coraggio di chiederci un contratto di lavoro?

Per discutere insieme di queste cose invitiamo tutte/i i migranti in assemblea il 25 febbraio: verso il 1 marzo quando scenderemo di nuovo in piazza per far sentire la nostra voce contro le condizioni che ci vengono imposte!

Scarica i volantini con le indicazioni:

italiano

arabo

inglese

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Move Parade! Il Primo marzo comincia così!

Oggi in Italia c’è una legge, la Bossi-Fini, che tiene sotto ricatto milioni di migranti che vivono e lavorano in questo paese. Guardatevi intorno, coetanei, amici, compagni di banco che compiuti 18 anni rischiano di essere cacciati via dall’Italia se non trovano lavoro entro sei mesi! I loro genitori e parenti a causa della crisi economica perdono il posto di lavoro diventano clandestini!

I politici, di destra e di sinistra, parlano di cittadinanza per i figli dei migranti che nascono in Italia, parlano di integrazione, parlano di lotta alla precarietà, parlano, parlano, parlano…ma si è visto qualcosa? NO! Tutti parlano ma nessuno agisce.

E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI MUOVERSI, DI PRENDERE IN MANO IL NOSTRO FUTURO! Cosa vogliamo ottenere? L’ABOLIZIONE DELLA BOSSI-FINI E LA CITTADINANZA SUBITO! Per chi nasce qui e anche per chi è arrivato qui da piccolo, per chi lavora in questo paese da 20 anni e ancora è considerato uno straniero, un cittadino di serie B!

1 MARZO giorno di FESTA e di LOTTA! Parata musicale mattutina concerto Hip-Hop con grandi ospiti il pomeriggio!! Aspettiamo tutti e tutte, migranti e italiani! Tutti presenti con un unico scopo LOTTARE UNITI!

Concentramento in piazza dell’Unità, Bolognina, ore 9:00

on The Move

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