Cosa fa la Questura con il tuo permesso? Domenica 26 ottobre assemblea a Modena

Come a Bologna, a Modena e provincia la Questura gestisce in modo restrittivo le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno, di concessione della carta di soggiorno, dei ricongiungimenti familiari. In particolare, i permessi rimangono bloccati negli uffici della Questura per molti mesi – talvolta anche per uno/due anni – per svolgere controlli dei contributi INPS, anche se non esiste alcuna legge, né alcuna circolare ministeriale che obbliga la Questura a legare il rinnovo ai contributi effettivamente versati dai datori di lavoro. Questa come altre sono pratiche amministrative possono essere cambiate!

IMG_20140531_113920 Il Coordinamento Migranti la scorsa primavera ha organizzato una mobilitazione di migranti su questi problemi: durante il presidio tenuto davanti alla Prefettura di Bologna abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con i vertici dell’Ufficio Stranieri della Questura aprendo un tavolo di trattativa per risolvere questi problemi e migliorare così i tempi di attesa e il rilascio dei permessi. L’assemblea di domenica 26 ottobre a Modena è convocata con lo stesso obiettivo: discutere insieme e individuare quali sono i maggiori problemi nel rinnovo del permesso, nel rilascio delle carte di soggiorno e nei ricongiungimenti familiari per organizzare una mobilitazione che porti alla soluzione dei problemi.

  • Quali sono i problemi nelle pratiche di rinnovo del permesso?
  • Quali sono le difficoltà nell’ottenere la carta di soggiorno e il ricongiungimento familiare?
  • Quali sono i tempi di attesa per concludere queste pratiche?
  • Come si comportano i poliziotti impiegati negli sportelli dell’Ufficio immigrazione?

fotoQueste e altre sono le questioni che vogliamo discutere per organizzare insieme una mobilitazione contro il comportamento della Questura: il nostro obiettivo è cancellare la legge Bossi-Fini e il legame tra permesso di soggiorno, lavoro e reddito; ma per farlo dobbiamo costruire un percorso di lotta che – a Modena come a Bologna – si opponga alla discrezionalità amministrativa e al razzismo istituzionale nella gestione politica delle pratiche di rinnovo del permesso.

Assemblea dei/delle Migranti

Domenica 26 ottobre ore 15

Presso Libera Officinavia tirassegno 7 (dietro la stazione, Modena)

Organizzata insieme a: Associazioni Lavoratori Marocchini in Italia – Ass. Senegalese Cheikh Anta Diop (Bologna) – Comunità Pakistana Bologna

coo.migra.bo@gmail.com – 3275782056

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Tempo di sciopero, tempo dei migranti

In questi ultimi mesi i lavoratori migranti sembrano scomparsi dal panorama politico italiano ed europeo. Si parla di migranti solo quando muoiono a centinaia nel Mediterraneo, oppure quando qualcuno li vuole cacciare accusandoli di essere portatori di povertà e di malattie. Tuttavia, nonostante la crisi, i migranti non sono solo quelli cha arrivano tra mille pericoli e per i quali giustamente viene rivendicata l’accoglienza e l’asilo. In Italia e in Europa i migranti continuano a essere una porzione essenziale della forza lavoro, non solo per quanto vengono sfruttati nei mille luoghi di lavoro in cui sono presenti, ma soprattutto per come hanno saputo rifiutare lo sfruttamento. In questi anni i migranti hanno continuato a lottare per rompere il ricatto politico del permesso di soggiorno, mentre insieme a tutti gli altri lavoratori hanno lottato giorno dopo giorno contro la precarietà. Hanno mostrato che si può lottare anche dove tutti pensavano fosse impossibile. Lo hanno fatto a Rosarno; il 1 marzo del 2010, scioperando per la prima volta in tutta Italia contro la legge Bossi-Fini, insieme a tante e tanti operai italiani; lo hanno fatto negli ultimi tempi nel comparto della logistica. Si sono ribellati contro lo sfruttamento e il razzismo istituzionale che lo sostiene, perché vogliono essere liberi.

Granarolo basta Domani 16 ottobre ci sarà lo sciopero nazionale della logistica, un settore nel quale sono impiegati soprattutto migranti. Le motivazioni di questo sciopero sono straordinariamente importanti non solo per i migranti. I padroni hanno deciso di fare a meno delle cooperative, grazie alle quali fino a oggi hanno aumentato a dismisura i loro profitti. Per essere assunti direttamente dalla ditta per la quale hanno sempre lavorato, i lavoratori dovrebbero accettare una brutale riduzione del salario. Ancora una volta nella sacrosanta battaglia sindacale emerge la specificità del lavoro migrante, perché una diminuzione del salario per i migranti significa anche un’ulteriore difficoltà a rinnovare il permesso di soggiorno. Come sempre ogni aumento della precarietà pesa doppiamente sui migranti, perché mettere in pericolo il permesso di soggiorno significa mettere a rischio la permanenza in Italia che negli ultimi anni è stata conquistata e difesa giorno dopo giorno.

Per tutti questi motivi lo sciopero del 16 ottobre non riguarda solo i lavoratori della logistica e non riguarda solo i migranti. Esso è uno sciopero contro la precarizzazione e il peggioramento delle condizioni di lavoro voluti dai padroni, uno sciopero contro il ricatto istituzionale del permesso di soggiorno. Va sostenuto e difeso con ogni mezzo, perché, come sempre quando a dover scioperare sono i migranti, lo sciopero assume un carattere immediatamente politico, perché il conflitto economico rivela immediatamente la miseria politica del potere. Domani 16 ottobre i lavoratori migranti della logistica lotteranno per le loro condizioni di lavoro e per non permettere che la legge Bossi-Fini cancelli il loro progetto migratorio.

I migranti non possono essere cancellati nemmeno dal percorso che vede nello sciopero sociale del prossimo 14 novembre un passaggio importante. In fondo, nel marzo del 2010, sono stati i migranti a fornire il primo esempio di uno sciopero dichiarato e riuscito non solo al di fuori e contro le gerarchie sindacali, ma innovando profondamente le modalità di costruzione di uno sciopero. Si è trattato di uno sciopero sociale perché ha mobilitato lavoratori dei settori più diversi, ma anche chi è occupato nel commercio. Si è trattato dello sciopero di un pezzo di società contro lo sfruttamento quotidiano e contro la stupidità di un potere spietato e razzista. Noi pensiamo che quella esperienza possa essere un punto di riferimento anche nelle settimane che ci aspettano. D’altra parte la mobilità dei migranti attraverso i confini ha da sempre messo in evidenza il quadro quanto meno europeo entro cui deve dispiegarsi l’iniziativa dei movimenti. I migranti sanno benissimo che per loro lo sciopero è importante se incide non solo sulle leggi italiane, ma anche sulla normativa europea che pretende di regolare la loro esistenza. Da sempre la lotta dei migranti è transnazionale e da sempre deve cercare parole d’ordine e rivendicazioni capaci di attraversare i confini. Con le politiche imposte in tutta Europa con la scusa della crisi economica, la condizione dei migranti sta diventando sempre più comune.

Per tutti questi motivi il 16 ottobre e nel percorso che vede nello sciopero sociale del 14 novembre un passaggio importante sosterremo fino in fondo la posizione politicamente decisiva che i migranti occupano nella società nel suo complesso. Nelle prossime settimane faremo di tutto per affermare la presenza politica dei migranti dentro agli scioperi, dentro alle lotte e dentro a ogni vertenza.

Coordinamento Migranti

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Informazioni utili per tutti/e i/le migranti sull’operazione europea Mos Maiorum

maxresdefault Tra il 13 e il 26 ottobre prossimi si svolgerà una operazione di polizia congiunta tra le polizie europee chiamata “Mos Maiorum,” coordinata da Frontex. Lo scopo dichiarato dell’operazione è quello di colpire le organizzazioni che gestiscono i passaggi e raccogliere dati utili al contrasto di quella che chiamano immigrazione clandestina. Di fatto, aumenterà il rischio per tutti i migranti e le migranti di essere fermati, alla frontiera e dentro i confini europei, per il controllo dei documenti. Per questo motivo pubblichiamo un documento dello Sportello Medico Giuridico di XM24 che fornisce indicazioni utili per tutti/e i migranti e le migranti.

ATTENZIONE: Tra il 13 e il 26 ottobre si terrà un’operazione coordinata a livello europeo per reprimere l’immigrazione clandestina. Questo significa che ci sarà una maggiore presenza di forze dell’ordine, soprattutto in Italia. La polizia e le altre agenzie dell’Unione cercheranno di intercettare le rotte dei migranti, di fermare e arrestare i migranti illegali e di raccogliere informazioni dagli stessi. Questi agenti lavoreranno sia lungo i confini esterni dell’Unione sia all’interno degli Stati membri. Il nome di questa “operazione congiunta” è Mos maiorum ed è diretta e coordinata da Frontex (l’Agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne) e il Ministero degli Interni italiano, visto che l’Italia è attualmente alla Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Questa operazione congiunta è il seguito di altre precedenti avutesi in passato, ed è stata predisposta sulla base delle linee guida contenute nella Guida per le operazioni congiunte di polizia (doc. 16825/10 ENFOPOL 343 JAI 995 COSI 76).

Se vieni fermato ricorda che hai il diritto di chiedere asilo o la protezione umanitaria in   qualsiasi      momento. Ogni individuo deve vedersi garantito l’asilo o la protezione umanitaria se soggetto al rischio di persecuzioni o esposizione ad un grave danno nel suo Paese d’origine. Se hai già presentato domanda di asilo hai il diritto di presentare una nuova domanda se le circostanze iniziali sono cambiate o se è emersa una nuova prova che non è stata presa  in      considerazione. Se non sei sicuro circa la tua situazione o se hai dei dubbi sulla legge è importante che tu chieda un parere giuridico indipendente (e per ‘indipendente’ s’intende da parte di qualcuno che non lavora per il governo). Se non vuoi richiedere asilo ci possono essere altri       modi       per   regolarizzare   la     tua   permanenza. Se hai presentato domanda di asilo è importante che tu riceva una consulenza legale prima di presentarti all’audizione di fronte alla Commissione territoriale.

Ci sono diverse organizzazioni in Italia che offrono consulenza legale indipendente e gratuita, lo Sportello Medico Giuridico di Xm24 a Bologna è tra queste, aperto tutti i venerdi dalle 19 alle 21 in via Fioravanti 24.

Scarica qui il foglio informativo multilingue, stampalo e diffondilo tra amici e conoscenti:

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Mos Maiorum: antichi costumi e nuove libertà

FrontexexitA inaugurare il semestre di presidenza europea, l’Italia, dopo Mare Nostrum, si mette alla guida di una nuova operazione che dovrebbe rispondere al problema dell’immigrazione clandestina in Italia e in Europa. Lo fa di nuovo con un altisonante nome in latino, Mos Maiorum, che richiama il rigore della tradizione romana e gli antichi costumi di chi vorrebbe gestire le migrazioni come un fastidioso problema di ordine pubblico. Ecco allora l’Unione Europea mettere in campo una vasta operazione di polizia il cui intento dichiarato sarebbe quello di «indebolire i gruppi della criminalità organizzata che facilitano l’immigrazione illegale» e, in secondo luogo, di mappare le rotte dei migranti e «quindi» il modo di agire della rete criminale che gestisce il traffico di persone sul territorio europeo.

Tra il 13 e il 26 ottobre i migranti saranno così al centro di una perquisizione generale ai confini, negli aeroporti e nelle stazioni e su tutto il territorio europeo. Come sia possibile indebolire i gruppi criminali o tracciare le rotte dei trafficanti attraverso un imponente controllo di polizia, 18 mila agenti in tutto, resta un mistero. Tanto più se a subire  questa vera e propria caccia all’uomo sarà chi lotta ogni giorno e subisce i soprusi delle stesse reti criminali, oltre che la violenza dei confini europei, muore in mare, paga cifre enormi, solo per scegliere come vivere. Resta sempre un mistero come sia possibile stanare i gruppi criminali, che fanno profitti sulla pelle dei migranti e sono gestiti anche da italiani, facendo compilare ai migranti stessi formulari in cui dovrebbero riportare non solo le informazioni sulla loro età, genere e nazionalità, ma anche il punto d’accesso e le modalità del loro viaggio, i documenti falsi utilizzati, e i trasporti clandestini di cui hanno usufruito. Di fronte alle fin troppo «misteriose» politiche europee i migranti sanno bene che con ciò saranno schedati e, anche se non espulsi immediatamente, saranno registrati come una minaccia e la loro permanenza gestita attraverso politiche di controllo e reclusione, di sfruttamento e paura. È l’ennesima presa in giro. Non solo per i migranti ma anche per coloro a cui questa operazione mediatica è rivolta.

Non si tratta della prima operazione di «accertamento», quasi ogni presidenza ne ha lanciata una con l’intento di registrare sommariamente la situazione dei migranti sul territorio e produrre di conseguenza politiche appropriate. Le scorse operazioni hanno portato alla luce il fatto che la maggior parte degli irregolari fanno richiesta di asilo solo dopo essere stati intercettati e questo è stato definito un «abuso del diritto d’asilo». A dimostrazione della totale inadeguatezza delle politiche europee sull’immigrazione, questo tipo di indagine, se così può essere chiamata, viene quindi nei fatti utilizzata politicamente per scoraggiare ulteriormente la richiesta d’asilo che già i migranti evitano perché – secondo il protocollo di Dublino II –  li costringe a restare nel paese in cui hanno fatto richiesta, limitando la loro libertà di movimento in modo permanente.

Sembra inoltre evidente che questa ricerca a tutto campo, sulla quale s’investe come se l’Unione Europea non avesse altri mezzi per scoprire le rotte dei trafficanti, non è che un inventario dei migranti irregolari sul territorio diretto a una gestione razzista della mobilità da parte delle istituzioni italiane ed europee, secondo gli «antichi costumi».

L’equazione tra migrazione e criminalità è davvero un antico costume, proprio un vecchio vizio della gestione delle migrazioni mondiali. Veniamo quotidianamente sottoposti a una politica amministrativa razzista, ai confini, nelle questure, nei Cie, nei luoghi di lavoro, nelle scuole. Noi sappiamo però che migrazione è coraggio e libertà e che per loro non c’è confine o frontiera che tenga.

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Respingimenti scolastici a Bologna: presidio martedì 14 ottobre

BASTA RESPINGIMENTI SCOLASTICI

BASTA RAZZISMO ISTITUZIONALE

slideshow-1024x581E’ passato un anno dal caso del bambino bengalese escluso dalla scuola. Nonostante i vari appelli a garantire un diritto riconosciuto dalla costituzione come quello allo studio, ci ritroviamo di nuovo con una situazione di sempre maggior emergenza. L’anno scolastico è iniziato con 33 ragazzi/e che, nonostante l’iscrizione, sono rimasti/e fuori dalle classi. Questi sono solo i dati “ufficiali”: infatti, tutte le realtà che fanno parte dell’Osservatorio vengono quotidianamente a conoscenza di nuovi casi. Inoltre, secondo i numeri della Prefettura, entro dicembre arriveranno, tramite ricongiungimento familiare, altri 77 minori in età da obbligo scolastico. Come verrà garantito loro il diritto allo studio?

Nonostante i propositi del Protocollo per l’accoglienza e l’inclusione degli alunni stranieri nelle scuole, sul territorio bolognese si continuano a rimandare a casa gli studenti migranti. L’Ufficio scolastico provinciale e gli altri enti competenti non hanno trovato ancora una soluzione. Spesso le scuole vengono meno al loro dovere di prendersi carico dell’iscrizione con l’ormai consueta formula “siamo pieni”, contravvenendo così a un obbligo previsto per legge. Rimandare a casa, senza iscrizione, tutti/e questi/e ragazzi/e finisce per renderli veri e propri fantasmi del sistema scolastico, a cui in alcuni casi viene negato il diritto all’istruzione anche per più anni di seguito.

sim_xm24bCome se non bastasse, sempre più numerosi sono i casi dei minori costretti a frequentare scuole molto distanti dalla loro abitazione, spesso senza una rete di trasporti adeguata e rendendo complicato se non impossibile una frequenza costante. Inoltre, relativamente alle scuole superiori, sta diventando sempre più difficile per ragazzi/e migranti scegliere un percorso di studi in autonomia e adeguato alle proprie inclinazioni e desideri: spesso sono costretti a iscriversi in quegli istituti che hanno posti disponibili, guarda caso, le scuole di avviamento al lavoro e professionali. Si determina così una selezione preventiva. Tutto questo indica come politiche decennali di tagli e privatizzazioni, che sembrano proseguire con il modello della #buonascuola renziana, abbiano determinato una situazione che non è emergenziale, ma strutturale.

Per tutti questi motivi e contro i continui casi di respingimento scolastico, torneremo a protestare con un presidio/conferenza stampa

 MARTEDI’ 14 OTTOBRE

PRESIDIO ore 10

CONFERENZA STAMPA ore 12

davanti all’Ufficio scolastico di Bologna

Osservatorio contro i respingimenti scolastici – 3396574312 norespingimentiscolastici@gmail.com

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SCP N°29 / luglio 2014: Contro la gestione politica dei permessi di soggiorno!!

2014-03-01 17.36.24E’ on-line e in distribuzione il numero 29, luglio 2014, di Senza Chiedere il Permesso, il giornale delle lotte dei migranti. In questo numero, le iniziative più importanti dei mesi scorsi e l’annuncio di nuove iniziative nella lotta contro la gestione politica dei permessi di soggiorno da parte di Questure e Prefetture.

Indice:

  • p. 1 e 2: Da Bologna a Modena: contro la gestione politica dei permessi di soggiorno. Un resoconto dell’incontro alla Prefettura di Bologna dopo il presidio di giugno, verso nuove iniziative.
  • p. 3: Primo Marzo, Bologna: più di 2.000 contro il ricatto del permesso di soggiorno.
  • p. 3: 18 Maggio, Bologna: Per chiudere tutti i centri di detenzione in Italia e in Europa.
  • p. 4: Basta con le male pratiche del Consolato Marocchino a Bologna! Comunicato dell’Almi dopo il presidio davanti al consolato marocchino.
  • p. 4: Insieme agli uomoni  le donne eritree che lottano per la libertà! Racconto delle iniziative del 4 e 5 luglio.

Scarica il giornale in formato pdf:

SCP luglio 2014 sito

Pubblicato in 2014, SCP

Insieme agli uomini e alle donne eritree che lottano per la libertà!

Presidio eritreiAncora una volta questa mattina come Coordinamento Migranti e ∫connessioni precarie abbiamo sostenuto la lotta delle donne e degli uomini eritrei provenienti da tutta Europa per contestare il festival del regime dittatoriale. Dopo che ieri sera due migranti eritrei, ora ricoverati in ospedale, sono stati brutalmente aggrediti da una cricca di picchiatori del regime, la polizia di Bologna ha pensato bene di ‘dare protezione e garantire sicurezza’ ai presidianti impedendo loro di accendere il sound system e alzare la propria voce di protesta. La rabbia è cresciuta di fronte all’inaccettabile divieto ma gli uomini e le donne che lottano per la libertà sono riusciti a farsi sentire comunque, nonostante le provocazioni dei sostenitori del regime. Durante il presidio della mattina una macchina proveniente dal festival ha infatti raggiunto il presidio scattando delle foto ai presenti e investendo un ragazzo, anche lui ricoverato in ospedale, ma è stata ricacciata via con determinazione. Oltre trecento persone questa mattina hanno esposto i propri volti correndo il rischio della libertà che reclamano con forza, non solo per la giustizia e la libertà in Eritrea ma anche contro ogni limitazione della libertà di movimento e delle lotte in Europa. Il governo italiano, che siede al tavolo del regime riconoscendone la legittimità, è responsabile di questa censura non meno del comune di Bologna, che questa mattina ha pensato di mediare chiedendo che anche il sound del festival venisse spento, anziché sostenere le ragioni degli uomini e delle donne che lottano per la libertà.

Ora i manifestanti si dirigono in corteo verso Piazza Maggiore dove resteranno in presidio per fare sentire le loro ragioni a tutta la città. La vera sicurezza dei migranti che si oppongono al regime eritreo può nascere solo dalla loro libertà di parola e di lotta e dalla solidarietà concreta di quelli che sanno che ogni limitazione della libertà di movimento e del diritto di restare è una leva per l’oppressione e lo sfruttamento di tutti. Per questo invitiamo tutte e tutti a unirsi numerosi al presidio di questo pomeriggio in piazza Maggiore. La parola d’ordine è libertà!

Aggiornamenti in diretta su twitter:

@ConnessioniPrec

@Comibo

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